Tempi duri per i “Furbetti” del Badge
Tempi duri per i “Furbetti” del Badge aziendale di ingresso al lavoro.
Diventa legge la stretta sugli statali che timbrano il badge e poi vanno in palestra, a passeggio o a fare il secondo lavoro: 48 ore per essere sospesi, 15 giorni per difendersi e altri 15 per completare l’iter disciplinare. Il dirigente che gira la testa dall’altra parte rischia licenziamento e carcere. Renzi: “Provvedimento cattivo, ma giusto”. Apertura sul rinnovo del contratto della pubblica amministrazione dopo la riduzione da 15 a 4 comparti.
Quarantotto ore per essere sospeso. Due settimane per difendersi. Altre due per essere sbattuto fuori. Tempi duri (e stretti) per chi è beccato in flagrante a timbrare il cartellino per sé (o per altri) e poi va in palestra, a fare shopping, torna a letto oppure corre al secondo lavoro. Il decreto attuativo della riforma Madia (presentato a gennaio e da stasera legge dello Stato) fissa un tempo certo – 30 giorni – per decidere la sorte del dipendente pubblico furbetto. I correttivi al testo finale – che recepisce le sollecitazioni di Parlamento e Consiglio di Stato – blindano la tempistica dell’iter disciplinare fin qui molto lasco. “Per i furbetti del cartellino è finita la pacchia”, è “un provvedimento cattivo ma giusto” ha detto il premier Matteo Renzi al termine del Consiglio dei ministri: “D’ora in poi si va a casa”.
Sospensione sprint, ma assegno alimentare. Il dipendente colto sul fatto viene sospeso dal dirigente entro 48 ore. Resta senza stipendio, ma gli viene riconosciuto un “assegno alimentare”, pari a metà del salario base. Il dirigente deve inviare gli atti – “contestualmente” alla sospensione – all’ufficio per i procedimenti e così avvia l’azione disciplinare.
Formula 15+15. L’iter si apre e chiude in un mese. Il conto alla rovescia parte dal momento in cui il (presunto) “fannullone” viene messo al corrente. Da quell’istante il lavoratore ha 15 giorni per preparare la difesa (è convocato con preavviso). Gli altri 15 giorni sono dedicati al completamento dell’istruttoria. L’unica eventualità di allungamento dei tempi è legata al caso in cui il dipendente non sia reperibile: per avvertirlo occorre spedire una raccomandata e passa al massimo un altro mese (sempre meno dei 120 giorni previsti oggi).